*MISURINA*LO SMERALDO DELLE DOLOMITI*

PAGINE DI STORIA

GRAND HOTEL MISURINA

CENNI STORICI A CURA DI GIOVANNI PAIS BECHER ALIAS GIANNI: 

Misurina è una delle oasi naturalistiche più belle del mondo. Territorio del Comune di Auronzo di Cadore, ma appartenente alle antiche Regole di *Villagrande e Villapiccola* che erano l'organo di autogoverno della popolazione autoctona insediatosi qui alcuni secoli prima di Cristo.

Da  alcuni anni le Regole sono state ricostituite dopo che erano state abolite da Napoleone Bonaparte, ma amministrate come Frazioni *con bilanci separati* dal Comune di Auronzo.

Gli auronzani, all'inizio di ogni estate, conducevano a Misurina le proprie mucche, che cibandosi dell'erba e dei fiori dei ricchi pascoli, producevano un latte ricco di vitamine con il quale il *Casaro* faceva dell’ottimo burro, ricotta e formaggi.

Il nome originario della località è *Mesòrina* poi italianizzato in Misurina.

Cinta da verdeggianti foreste e da stupende montagne, Misurina si eleva a 1756 metri sul livello del mare. Nel suo lago dalle acque color verde smeraldo, si specchiano alcune tra le più belle montagne di tutto il mondo: il Sorapìss, il Cristallo, il Piz Popèna, I *Ciadìs de Mèsorina* (il nome originario poi italianizzato in Cadini), il Monte Piana , la Croda dei Rondòi, la Torre dei Tre Scarperi e le Tre Cime di Lavaredo.

Raggiungibile da Auronzo di Cadore, da Cortina d'Ampezzo e da Dobbiaco, Misurina è una delle mete preferite dai turisti, dagli escursionisti e dagli alpinisti di tutto il mondo.


LA LEGGENDA DI MISURINA


Tanto tempo fa, quando ancora non esistevano le grandi nazioni ma solo tanti piccoli innumerevoli Regni, tra le alte montagne delle Dolomiti viveva un re anziano e saggio dai lunghi capelli bianchi di nome Sorapiss.

La gioia più grande della sua vita era la piccola nipotina Misurina, una bambina molto carina e vivace quanto capricciosa e viziata.

Gettava scompiglio nel palazzo e creava tutta una serie di problemi a coloro che la circondavano (un giorno aveva persino nascosto i sigilli del regno, impedendo la firma di importanti decreti), inoltre aveva l'abitudine di chiedere le cose più inverosimili del mondo.

Se la principessina voleva qualcosa, non c'era modo di farle cambiare idea: si gettava per terra e cominciava a gridare e a scalciare finchè non venivano esauditi i suoi desideri.

Il povero Re Sorapiss al solo vederla s'inteneriva, diventava buono come il pane e cedeva a tutte le sue richieste.

Accadde un giorno che  Misurina ascoltò di nascosto una conversazione dei cortigiani del palazzo, i quali raccontavano di una strega malvagia che abitava in una caverna del Monte Cristallo e che possedeva uno specchio magico con il quale poteva vedere tutto quello che capitava nel mondo.

La principessina in meno che un canto di un gallo, si precipitò dal nonno Sorapiss per chiederli prima ed esigere poi, di avere in regalo il prodigioso specchio.

Il re dapprima tentò di dissuaderla, perchè immaginava che per ottenere lo specchio magico, avrebbe dovuto pagare alla strega un prezzo altissimo.

Misurina allora pianse, gridò e scalciò finchè il buon Sorapiss cedette ancora una volta ai suoi capricci ed accettò di esaudire il desiderio della nipotina, seppur consapevole delle  nefande conseguenze.

Fu così che il re si diresse verso le falde del Monte Cristallo ed entrò nella tenebrosa caverna dove viveva la strega, in mezzo a erbe maleodoranti, trecce di aglio, enormi ragni, ale di pipistrello e zampe di rane.

Al re tutto quell'orrendo spettacolo non mise paura, egli aveva in mente una sola cosa: far felice la sua nipotina Misurina.

Udita la richiesta di Sorapiss, la strega scoppiò in una fragorosa risata e poi -prendendo in giro il buon re-  prese a lamentarsi del sole che faceva appassire le erbe del suo giardino...e con uno sguardo agghiacciante fece intendere di essere disposta a cedere lo specchio a Sorapis, solamente se egli avesse accettato di trasformarsi in una grande montagna rocciosa, tanto grande da impedire ai raggi del sole di bruciare le erbe del suo giardino.

Tanto era convinto il re Sorapis di accontentare la sua nipotina -che decise di accettare il patto- ed in un battibaleno si lasciò trasformare in una maestosa montagna che si erge ad anfiteatro, con la cima bianca di neve, talmente grande  che con la sua imponente mole impedisce ai raggi del sole di far appassire le erbe magiche coltivate nel giardino della malvagia strega.

La principessina Misurina, resasi conto del sacrificio compiuto dal nonno per soddisfare il suo stupido desiderio, scoppiò in un pianto incontrollato che durò per giorni e giorni e tanto pianse che le sue lacrime formarono un lago che sommerse anche lei e le sue acque si tinsero del verde dei suoi occhi.

Così nacque il piccolo e stupendo lago di Misurina dove ancora ai giorni nostri si riflette il Monte Sorapiss, imponente montagna che con le sue creste innevate ombreggia le falde del monte Cristallo nei caldi giorni d'estate.



HOTEL MISURINA VECELLIO

 
Misurina, frazione del Comune di Auronzo di Cadore, per centinaia d’anni era adibita a ricovero estivo delle mucche e cavalli degli auronzani.

Furono edificate allo scopo, due grandi malghe, una vicino al lago omonimo, l’altra a Rinbianco sotto alle Tre Cime di Lavaredo.

Nel 1877 la Sezione Cadorina del Club Italiano di Auronzo organizzò il decimo congresso nazionale del C.A.I. al quale parteciparono anche alpinisti e rappresentanti delle varie associazioni europee tra cui anche il Signor C. Baumann Zurrer  del Club Alpino Svizzero. 

La prima notizia pubblicata sulle riviste di una Locanda a Misurina dove era possibile trovare vitto ed alloggio fu pubblicata nel 1877 quando finito il Congresso, i partecipanti ritornarono ai loro paesi d’origine.

La piccola Locanda era stata costruita in riva al lago omonimo dalla famiglia Zandegiacomo Orsolina di Auronzo nel 1859. Pietro e la sorella Barbara avevano trasformato la baita costruita dal padre Giovanni Battista guardiano di Misurina in una piccola locanda.

Pietro Zandegiacomo Orsolina è stato una grande Guida Alpina e famoso come cacciatore di camosci, ricordato negli scritti di Paul Grohmann  e John Ball. I suoi figli Pacifico, Luigi Valentino e Carlo seguirono le orme del padre e divennero delle rinomate Guide Alpine, e gestori della Locanda a Misurina.

In seguito, preferirono ritirarsi a Federavecchia nelle loro proprietà e vendettero la Locanda a Domenico Vecellio Reane un possidente di Auronzo, che la ristrutturò


trasformandola nel primo Hotel a Misurina nel 1880.




















*Domenico Vecellio Reane (Auronzo 1847 - 1889)* Collezione Privata di Giovanni Pais Becher detto Gianni.





















*Primo Hotel Misurina di Domenico Vecellio Reane in costruzione*Lastra stereoscopica in collezione privata di Giovanni Pais Becher detto Gianni.
La struttura del primo Hotel è visibile ancora oggi, nell’ala situata ad ovest dove si trovano in basso i negozi di Sport.


Nel 1881, terminata la costruzione, Domenico lo affittò a Luigi Ciotti albergatore di Pieve di Cadore.

    I figli di Domenico, Florio Ruggero ed Ettore Vecellio Reane, alla morte del padre avvenuta il 18 gennaio 1889, ripresero la conduzione del loro Hotel  ampliandolo, quasi come nelle dimensioni della struttura attuale, battezzandolo *Hotel Misurina Vecellio*






















Nel 1889 decisero di stabilirsi definitivamente a Misurina, ottenendo il permesso dalla Commissione di Rifabbrico di Auronzo di procedere alla costruzione del nuovo Hotel.






















L’hotel divenne un punto d’incontro di personaggi illustri e dei migliori alpinisti.

Florio ed Ettore erano innamorati di Misurina e delle sue montagne ed ospitarono nel loro Albergo, anche Giosuè Carducci che incantato da Misurina, il 20 agosto 1892 volle salire anche sul Monte Piana.

Ettore e Florio Vecellio Reane erano presenti sul Monte Piana il 12 settembre 1907, quando venne eretta la Piramide con una targa in marmo, a ricordo della salita del Poeta che era morto nel febbraio dello stesso anno.

Alla fine dell’ottocento, fino al 1915, quando scoppiò la prima guerra mondiale, non si riusciva a trovare una camera libera.

Era diventato famoso in mezzo mondo ed era frequentato da numerosi turisti stranieri.

Purtroppo allo scoppiare della guerra, tutta Misurina venne invasa dall’esercito italiano che  combatteva sul Monte Piana, Tre Cime di Lavaredo e Cristallo. 

La cantina dell’hotel era situata nella grotta che si vede ad ovest, vi erano stipate centinaia nei bottiglie di vino, champagne, alcune di grande valore.     Allora i frigoriferi non erano conosciuti, perciò si scavò una profonda galleria che aveva il pregio di mantenere la temperatura degli alimenti, costante. 

Il primo giorno dell’invasione, tutte le bottiglie scomparvero. In un documento conservato nell’Archivio del Comune di Auronzo,

è scritto che il Capitano della truppa decise di farle rimborsare tutte, trattenendo ogni mese parte della misera paga ai militari colpevoli del danno provocato.

Florio Vecellio Reane e il fratello Ruggero, morirono nel 1915. Ettore profugo a Padova, morì nel novembre del 1917.

Il loro sogno di albergatori a Misurina della famiglia Vecellio Reane di Auronzo,  purtroppo fu interrotto dalla guerra.

Nel dopoguerra l'hotel rimase chiuso per lungo tempo, finché il Cav. Guglielmo Scheibmeier, decise di acquistare dagli eredi, tutte le loro proprietà a Misurina, ampliando sia l'Hotel Misurina e costruendo anche il Grand Hotel delle Alpi.



















































  



























Depliant edito nel 1939 dal Cav. Guglielmo Scheibmeier. Da questo si capisce un po' del apporto dato alla conoscenza di Misurina nel mondo da questo personaggio che oltre ad essere albergatore, uno sportivo,  era anche un imprenditore turistico  ed organizzatore di grandi eventi.

Ancora negli anni 70 l'Hotel Misurina era aperto e funzionava con l'apporto anche dei figli del Scheibmeier.


In seguito fu chiuso e rimase abbandonato per oltre un ventennio.

Solo nel 1996, Andrea Bulgarella, costruttore di Erice in Provincia di Trapani acquistò tutto il complesso dell'Hotel Misurina, e ricostruì gran parte del fabbricato, così come è attualmente. 




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